La cappella della Madonna della Neve si trova lungo via Vigino, all’estremità sud dei terreni appartenenti alla Villa dei Conti Turconi, ora Istituto Sant’Angelo. Questo tratto di strada faceva parte della “strada regina”, strada che ora chiameremmo “cantonale”, cioè di collegamento fra diversi paesi, che da Balerna, saliva verso Gorla per poi dirigersi verso Corteglia/Coldrerio e Mendrisio. Doveva trattarsi di una prima via di collegamento già all’epoca romana e Longobarda, ben descritta in base al Codice Magno del 1335 della città di Como.
Valle di Muggio allo specchio, Museo etnografico della Valle di Muggio, Paolo e Silvia Crivelli

Indirizzo

Via Vigino, 6874 Castel San Pietro

1.Storia

Si hanno le prime notizie dell’oratorio, così era definita precedentemente la cappella, nel 1582, quando si ordinava di chiuderla, demolendo l’altare. Inventario d’arte del Mendrisiotto, Giuseppe Martinola
La cappella viene comunque ancora menzionata ripetutamente nel Settecento e chiamata “gesiolo”. Registri dell’Archivio patriziale
La Cappella è dedicata alla Madonna della Neve in riferimento ad un’antica tradizione, la quale narra che la Madonna sarebbe apparsa a Roma al patrizio Giovanni, e, facendo cadere la neve il 5 agosto sul colle Esquilino, avrebbe indicato il luogo dove costruire una chiesa a Lei dedicata.
Quasi un secolo dopo, nel 431 d.C, papa Sisto III, proprio in quel luogo consacrò una nuova chiesa, conosciuta con il titolo di Basilica di Santa Maria Maggiore, prima chiesa in onore della Madonna in Occidente.
Nel 1936 vennero presentati al Consiglio Parrocchiale i disegni per ricostruire l’ormai fatiscente cappella, ma solo nel 1942 venne demolita e ricostruita, allontanandola dal ruscello Raggio di metri 2,50, per evitare le infiltrazioni di umidità. Il 10 gennaio 1943 il Vescovo consegnò alla Parrocchia la nuova cappellina e il 5 agosto celebrò la prima messa. Archivio Parrocchia Castel San Pietro
Ulteriori lavori per renderla più accogliente e decorosa vennero eseguiti negli anni ’90.

2.Bibliografia e Link Utili

-Castel San Pietro, Storie e vita quotidiana, Giuseppina Ortelli Taroni,
– Inventario d’arte del Mendrisiotto vol. 1, Giuseppe Martinola, Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino, edizioni dello Stato, 1975
-Valle di Muggio allo specchio, Paolo e Silvia Crivelli, Museo etnografico della Valle di Muggio
-Archivio parrocchiale Castel San Pietro
-Memorie Letizia Gabaglio
-Archivio patriziale

3.Sapevate che?

Vicino alla cappellina della Madonna della Neve, dove scorre il Raggio, c’era una grande fontana, un lavatoio, dove si andavano a lavare i panni. “Si diceva che tempi fa venivano anche le donne del paese di Castello. Il fiume Raggio deviato in parte, entrava nella bella fontana, grande, rettangolare, coperta con un grande tetto. A quei tempi l’acqua era pulita, era bellissimo lavare e risciacquare la biancheria, anche le lenzuola e coperte grandi. Ci voleva forza nelle braccia ma si era soddisfatti del lavoro. L’acqua serviva anche per bagnare il tabacco quando si faceva la piantagione. Si andava col carro con la botte (la “bunza”) e la si riempiva con dei secchi. Anche per innaffiare la vigna contro la peronospora. Gli uomini d’estate terminati i lavori del fieno e altro, andavano volentieri a tuffarsi per un bagno rinfrescante.”
Memorie di Letizia Gabaglio
Il lavatoio sorgeva dove ora ci sono dei posteggi.