La cappella si trova all’inizio della frazione “al Ponte”, proprio sotto la chiesa parrocchiale, all’inizio della vecchia strada che attraversava la Valle e raggiungeva Morbio Superiore. Attraversata la piccola frazione si raggiunge anche la Chiesa Rossa.

Indirizzo

Via alla Chiesa 15, 6874 Castel San Pietro

1.Storia

Una “capela di S. Rocho” è già ricordata nel 1578, quando si ordinò di chiuderla con un cancello per salvarla dalle bestie e che non vi si celebrassero messe ”salvo in tempo di peste dalla quale Iddio di guardi”. L’ordine venne inutilmente ripetuto nel 1580, nel 1582 e nel 1599. Si sa che nel 1731 fu finalmente chiusa “con due parapeti di castagno con li stangheti”. Notizie, G. Martinoli, BSSI 1973, n° 4
Il Municipio di Castel San Pietro volle erigere una nuova cappella da dedicarsi al culto di san Rocco per realizzare un voto espresso dall’assemblea comunale l’11 dicembre 1836, in occasione della luttuosa circostanza dell’epidemia di colera di quegli anni. A tale scopo chiese al parroco di cedere al comune un terreno, situato in Albio, luogo situato dopo il cimitero in direzione di Gorla. Ma nel 1838 questa trattativa non andò a buon fine e quindi si procedette unicamente ad un restauro dell’antica cappella.
Nel 1932 furono eseguiti dei restauri completi, mentre a fine 1990 si intervenne con il rifacimento del tetto.
Archivio parrocchiale di Castel San Pietro 1 A 6.6 24
Negli ultimi anni il finanziamento per i lavori alla cappella sono stati assicurati dal Gruppo Pro Restauri della frazione Al Ponte, grazie all’organizzazione dei festeggiamenti in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo

2.Architettura

L’edificio ha una facciata in tufo neoclassica molto ben realizzata con all’entrata un cancello in ferro battuto. Volta a tazza ribassata.

3.Arte

Sulla parete di fondo si può ammirare un affresco, in parte rifatto, raffigurante la Madonna coi Santi Rocco e Sebastiano, del tardo settecento.
L’altare è semplice in muratura con frontale dipinto. Una piccola lastra di marmo (15×30 cm) con una croce scolpita posta su tre monti, a lato dell’altare a filo pavimento, sarebbe una pietra superstite della consacrazione o di un giubileo.
Un’altra lastra di marmo del 1817, a filo pavimento a sinistra, dedicata al sacerdote Luigi Temanzi “DE FAMILIA DOMINA OMNIUM/ DOMORUM EX QUIBUS EMANAT FONS PUBLICUS” (“Dalla famiglia signora di tutte le case (famiglie) dalle quali emana fonte pubblica 1817) e un’altra iscrizione in pietra arenaria con tema la morte, fanno supporre una particolare devozione per la cappella da parte del sacerdote Temanzi, che, partito da Roma, andò a Genova e Milano, prima di arrivare a Castello dal fratello Giuseppe, dove morì nel 1817. Inventario d’arte del Mendrisiotto vol. 1, Giuseppe Martinola

4.Curiosità

La piccola lastra di marmo con iscrizione che ricorda il sac. Luigi Temanzi, e un’altra iscrizione esterna, fanno supporre che questa famiglia avesse una particolare devozione per la cappella.
Giuseppina Ortelli Taroni – Castel S. Pietro – Storia e vita quotidiana – Ed. della Società svizzera per le tradizioni popolari Basilea 1994

5.Bibliografia e Link Utili

– Castel San Pietro, Storie e vita quotidiana, Giuseppina Ortelli Taroni
– Inventario d’arte del Mendrisiotto vol. 1, Giuseppe Martinola, Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino, edizioni dello Stato, 1975
– Bollettino storico della Svizzera Italiana, Notizie, 1973 2-3, Giuseppe Martinola
– Archivio parrocchiale di Castel San Pietro 1 A 6.6 24

6.Sapevate che?

La celebrazione in onore di San Rocco, caduta in disuso, fu istituita nel 1836 all’approssimarsi del colera. Storia e vita quotidiana, Giuseppina Ortelli Taroni