Campora è il primo paesino che si incontra salendo da Castel San Pietro in direzione della Valle di Muggio.
E’ situato a 573 m s.l.m e attualmente conta circa 40 abitanti, contro i 102 del 1912.

Indirizzo

6875 Campora

1.Storia

La località viene citata la prima volta nel 1270, ma era già abitata precedentemente come dimostrano le tombe di epoca romana ritrovate sul suo territorio.
Fino all’aggregazione con Castel San Pietro nel 2004 è sempre stata frazione di Caneggio ed aveva due frazioni, Valsago e Moieta. E’ collegata a Caneggio tramite un bel ponte pedonale di sasso, in parte scavato nella roccia, risalente probabilmente alla prima metà del 1700.
Nel 1947, in località Valsago, probabilmente la prima zona abitata, poi utilizzata soprattutto per l’agricoltura, vennero rinvenute delle tombe di epoca romana.
Il paese ebbe molte controversie con Caneggio e Monte fin la 1665, per l’acqua potabile, per le tasse, i pascoli, le strade, lo sfruttamento della legna, l’apertura di cave di pietra, per i confini, … .
I pendii erano coltivati a vite, a tabacco, mentre si vendevano anche il legname, le fascine e il carbone, oltre all’allevamento del proprio bestiame.

2.Architettura

Campora è arroccata sulle rocce a strapiombo sul fiume Breggia con le poche case attaccate l’una alle altre. La copertura del tetto era in piode, sicuramente estratte nelle cave della regione.

3.Arte

L’Oratorio di San Fermo (Bene culturale di interesse locale), in stile neoclassico, è stato costruito su disegno del 1830 di Luigi Fontana di Muggio, allora studente all’Accademia di Bergamo (lavoro di esame) Fu realizzato nel 1843 al posto di un oratorio precedente, citato nel 1632 con facciata a capanna, navata e presbiterio quadrangolari, campanile e ossario. Inventario d’arte del Mendrisiotto vol. 1, Giuseppe Martinola, Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino, edizioni dello Stato, 1975
L’esterno presenta un campanile semplice, una finestra semicircolare e una porta di facciata riquadrata di sarizzo. L’edificio ha pianta centrale coperta da cupola e volta a botte con abside semicircolare. Nell’abside si trova una statua lignea di San Fermo, nel transetto una Madonna del Carmelo e nel presbiterio è esposto un piccolo Cristo lignea su Croce. Importanti sono alcuni dipinti attribuiti ad Antonio Rinaldi di Tremona, eseguiti attorno al 1850: La Gloria di San Fermo, La lavanda dei piedi, Il battesimo e San Fermo.
Di fronte alla chiesa si trova il Cimitero (1850 circa) con, in fondo, una cappella decorata con un mosaico che rappresenta la Resurrezione.

4.Curiosità

Verso il fondovalle si trova il Böcc da la Togna dove, dice la leggenda di Caneggio, il Conte Cane incatenò la bella giovane che lo aveva rifiutato.
Negli anni ’50, per un paio di stagioni, ci fu una squadra di calcio con giocatore dei tre paesi della sponda destra e si giovava nei prati di Casima, a Caneggio o a Obino.
Per acquistarsi una radio, per uno o due anni, si dovevano immettere dei ventini (20cts.) per farla funzionare, poi il venditore estraeva le monte e calcolava la differenza per il saldo finale.

5.Bibliografia e Link Utili

-Castel San Pietro, Storie e vita quotidiana, Giuseppina Ortelli Taroni, Aggiornamento ottobre 2016 Marina e Valerio Ortelli
– Inventario d’arte del Mendrisiotto vol. 1, Giuseppe Martinola, Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino, edizioni dello Stato, 1975
– Bollettino storico della Svizzera Italiana, Notizie 1901/10

6.Sapevate che?

Campora era collegata a Caneggio anche attraverso un filo a sbalzo, azionato a mano, che permetteva il trasporto alla latteria del latte prodotto, oltre ad altre merci.
Un coperchio di sarcofago è stato utilizzato come fontana nella piazzetta del paese, così come a Caneggio.
Esisteva un torchio consortile.
Accanto alla chiesa, sulla destra, vi è la piccolissima prima aula scolastica del paese, poi spostata in uno stabile sulla strada vecchia.
Nel 1946 vennero festeggiati i 100 anni della statua di San Fermo con grande partecipazione di gente e di attività ricreative.